Con il termine prossemica ci si riferisce a come l’uomo struttura inconsciamente i propri microspazi, sia che si tratti delle interazioni con l’altro, che dell’organizzazione dello spazio della propria casa e così via. La distanza in base a cui l’uomo regola i rapporti interpersonali è regolata da una sorta di “bolla”: uno spazio vitale che delimita la nostra area di confidenza. Ogni violazione di questo spazio vitale da parte di uno sconosciuto ci provoca tensione. Questo è il motivo per cui è opportuno, nei contesti sociali, mantenere una “distanza di sicurezza”. Personalmente, ogni volta che mi trovo in una metro iperaffollata non provo mai delle belle sensazioni!

Per lo stesso motivo, diversi studi hanno dimostrato che, se all’interno di un ristorante o di un locale, i tavoli sono molto ravvicinati tra loro e lo spazio per ogni cliente è ridotto, le persone potrebbero essere invogliate a lasciare più in fretta il posto in questione. Questa potrebbe essere una strategia vincente per il ristoratore, qualora volesse un ricambio di clientela più rapido, ma allo stesso tempo un fattore negativo per lui e per la soddisfazione del cliente.

Qual è quindi la distanza giusta da mantenere con il proprio interlocutore?

La “bolla” a cui mi riferivo prima, non è sferica, in quanto una violazione prossemica fatta sul fianco potrebbe portare molto meno disagio di una fatta frontalmente. Inoltre lo spazio prossemico personale varia da cultura a cultura, è sufficiente spostarsi da nord a sud per vedere quanto quest’ultima si riduca. Da questa diversità potrebbero ovviamente nascere problemi di relazione: c’è chi potrebbe percepire il proprio interlocutore come invadente o troppo appiccicoso, mentre c’è chi potrebbe vederlo come troppo freddo o distante perché si aspetta un comportamento confidenziale.

Per ovviare a questo problema, specialmente nei casi in cui abbiamo a che fare con un nuovo cliente o un nuovo fornitore, dobbiamo tener conto del fatto che esistono quattro diversi tipi di distanze:

  • Distanza intima: (0-45 cm) è quella che appartiene alla sfera dei partner, in questa circostanza il distacco è praticamente inesistente.  
  • Distanza personale: (da 45 cm a 70 cm – 1 metro) è la distanza adottata da amici o da persone che provano attrazione l’una per l’altro: a questa distanza si tocca l’altro, ma non se ne sente l’odore o il calore.
  • Distanza sociale: (da 120 cm a 2 metri) è quella che viene da noi definita distanza di sicurezza, ossia quella da adottare in circostanze formali, per creare una buona relazione con l’interlocutore e portare a buon fine i propri affari.
  • Distanza pubblica: (intorno ai 3 metri) è la distanza che possiamo mantenere tra il nostro gruppo ed un altro gruppo all’interno di un ampio contesto sociale (ad esempio in spiaggia o al parco).

Inoltre, quando si stabilisce una relazione con un nuovo cliente, non bisogna mai sottovalutare il sesso di quest’ultimo: è stato dimostrato infatti che le donne gradiscono molto di più un avvicinamento frontale, mentre gli uomini preferiscono un contatto laterale.

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi saperne qualcosa di più sul contatto e come gestire la creazione di nuove relazioni, ti consiglio di leggere anche:  Contatto ma con tatto!

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Colgo l’occasione per farvi i miei auguri per il nuovo anno e per augurarvi uno splendido inizio!

Ilaria

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