Perchè alziamo le braccia quando vinciamo?

I gesti di vittoria: quali sono e perché li compiamo

Da poco conclusa la Maratona di Roma vediamo la foto del vincitore che alza le braccia nel momento dell’arrivo: gesto tipico di esultanza per gli sportivi che conquistano una medaglia e arrivano primi.

Sollevare le mani, spingere il petto in fuori, sollevare il mento e rivolgere lo sguardo al cielo sono tutti elementi che troviamo in situazioni di trionfo, dove in realtà gli atleti stanno esaltano un atteggiamento dominante.

Perchè alziamo le braccia quando vinciamo?Molti mammiferi adottano lo stesso atteggiamento di allargamento della figura per segnalare la propria dominanza attraverso il linguaggio del corpo rivendicando il proprio status nella gerarchia del branco.

Gli atleti esprimono le loro sensazioni e stato d’animo  dovute alla loro vittoria: la superiorità dimostrata dalla propria performance in gara vuole essere espressa anche fisicamente in una superiorità fisica, quindi allargando il proprio corpo e occupando più spazio possibile intorno a loro, dando l’impressione di essere di stazza e statura superiore agli avversari.

Studi dimostrano che questa reazione Perchè alziamo le braccia quando vinciamo?non avvenga solo per imitazione ma sia innata: anche atleti non vedenti alle paraolimpiadi o di diverse culture esultano allo stesso modo anche se con intensità diversa a seconda all’importanza data alle gerarchie sociali.

Gli atleti spesso saltano, abbassano e alzano le braccia ripetutamente, in alcune discipline, tra cui il pugilato ad esempio, è proprio il gesto dell’arbitro che prende la mano del vincitore portandola in alto a segnalare la vittoria sancita da lui stesso.

Alzare le braccia sopra la testa a mani aperte o strette in pugno è un modo di sottolineare e affermare quindi la propria superiorità.

Il pugno manifesta l’aggressività, la voglia di combattere come a colpire il nemico/avversario.

Le dita talvolta formano invece la tipica “V” con indice e medio e il palmo rivolto verso l’esterno per indicare la vittoria. Questo gesto viene usato sopratutto nei paesi anglosassoni ed è derivato dal premier inglese W. Churchill che lo usò durante la Seconda Guerra Mondiale.

Attenzione però a usarlo nella direzione giusta perché  in questi paesi se ruotato di 180°, quindi con dorso verso l’interlocutore, diventa un gesto insultante. Quest’ultimo gesto, che molti pensano sia di tipo sessuale, deriva invece dal gesto di sfida degli arcieri medievali inglesi, quando i francesi li minacciavano di amputare queste dita con cui tendevano l’arco.

Gesti di esultanza, trionfo e successo sono quindi gesti di superiorità e dominanza.

Avevate già notato queste reazioni dei campioni? E voi come esultate?

Buona vittoria a tutti!

Elena Gregori

 

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