elezioni regno unito 2017 mani

La gestualità accompagna le nostre parole  rivelando molte informazioni sullo stato emozionale di una persona e  il vantaggio per noi “osservatori” di CNV è che le mani sono posizionate sempre davanti a noi e ben visibili ai nostri occhi.

Gli oratori professionisti (politici, manager …) si esercitano nell’accompagnare i giusti movimenti alle parole, consapevoli che questi possano influenzare e aiutare la comprensione del proprio discorso.

Le diverse culture influiscono su questo aspetto del linguaggio del corpo, e dobbiamo riconoscere che gli italiani sono dei veri maestri in gestualità, motivo per cui nel resto del mondo vengono spesso presi in giro per l’eccesso di movimenti che accompagnano il loro verbale, ma, in misura minore, possiamo osservare questi segnali anche negli altri popoli. Come vediamo in questa foto delle elezioni del Regno Unito anche gli inglesi (e non solo) utilizzano la gestualità in occasione di discorsi, certo non come i nostri politici connazionali ma rivelano spunti interessanti di osservazione.

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Guardando i dibattiti politici vediamo come le mani si attivino nell’enfatizzare concetti, nell’aiutare a recepire il percorso logico del discorso,  nell’attirare attenzione, nel dirigere insomma il concerto del dibattito.

Vediamo alcuni gesti che possiamo notare in queste occasioni:

spesso i politici alzano e abbassano l’indice durante il loro discorso, tipico dell’oratore autoritario che “picchietta” l’avversario, lo possiamo notare anche nella foto della premier conservatrice  Theresa Mey, un gesto tra l’ammonire e un decisivo rimarcare le sue posizioni.

elezioni-regno-unito- maniUn altro gesto che qui vediamo nella scozzese Nicola Sturgeon è la “lama” formata dalle dita unite della mano dell’oratore che scandisce  con determinazione abbattendo ogni ostacolo che vuole eliminare nel suo percorso, una sorta di “taglialegna” dell’arte oratoria.

Altro segnale che spesso viene usato in un contesto di dibattiti è l’atto di puntare l’indice con il palmo verso il basso in direzione del proprio avversario, ovviamente il tono è accusatorio e non di certo pacifico (v. fotoTrump).  Il proprio dito in questo caso si trasforma in un pugnale che fende colpi immaginari.

Puntare il dito in questa maniera ha sempre una connotazione negativa e accusatoria e in molti paesi è segno di maleducazione. Nelle scuole o nelle prigioni questo movimento stimola una reazione aggressiva provocando risse.

Viene anche sconsigliato ai genitori trump indicadi ammonire il proprio figlio con indice puntato: questo gesto oltre a provocare una reazione aggressiva distrae dalle parole che vengono dette.

Il politico in contesto di dibattito ha un tono spesso provocatorio, aggressivo e accusatorio nei confronti dell’avversario ecco perché riscontriamo questo gesto durante comizi o incontri elettorali.

Ma in altri contesti è sempre meglio, per voler indicare un oggetto o una direzione,  farlo a mano aperta con polso verso l’alto rispetto a un indice puntato, esempio di come il cameriere potrebbe indicare il tavolo a cui l’ospite è invitato a sedersi.

Puntatori

Possiamo vedere il movimento delle mani come gesto illustratore o meglio “puntatore“: ci indica infatti la direzione del pensiero del parlante.

Abbiamo visto come i piedi rivelino le nostre intenzioni in quanto meno controllati (v.articolo ) ma anche le nostre mani coinvolte nel discorso possono rivelare i nostri pensieri .

In un public speaking come in una presentazione o un incontro business  dobbiamo stare molto attenti all’uso che facciamo delle nostre mani e verso cosa o chi le dirigiamo durante il discorso, in quanto rappresentano delle frecce che conducono l’attenzione del nostro ascoltatore in una direzione o in un’altra..

Il gesto puntatore può essere fatto con un piccolo o grande spostamento del braccio o della mano verso la direzione del nostro pensiero. Quando elenchiamo due caratteristiche, due prodotti o due concetti  in antitesi tra loro, spostiamo le mani e a volte anche il busto busto,  prima da una parte poi totalmente dall’altra. Oppure mentre spieghiamo un concetto o diciamo una parola la nostra mano indica una persona che per noi rappresenta ciò che sto dicendo spesso in maniera inconscia.

Ed è proprio qui che dobbiamo stare attenti! Se il nostro lavoro ci porta a vendere o ad acquistare un prodotto ad esempio dobbiamo porre molta attenzione alle incongruenze tra verbale e non verbale : per es.  stiamo acquistando un prodotto e il venditore afferma “ci sono prodotti buoni e meno buoni” e nella seconda frase “punta” verso il suo prodotto, un attento osservatore si farà qualche domanda sulla sua sincerità e sull’acquisto del prodotto. (v. articolo incongruenza verbale e non verbale)

Buoni puntamenti!

Elena Gregori

 

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